lunedì 29 marzo 2010
mercoledì 24 marzo 2010
10 BUONE RAGIONI PER USARE LA BICICLETTA
1- In bici si sfrutta un motore:il cuore che migliora la sua forza ed efficienza e la sua durata.
2- Ogni kilometro fatto in bici si risparmiano 0,20 centesimi di euro e circa 210 grammi di CO2 nell'aria. Cio' significa che se ogni giorno ci si impegnasse a percorrere in bici almeno 4 kilometri il risparmio sarebbe di 300 euro l'anno per 300 kg di CO2.
3- Occupa meno spazio collettivo rispetto all'automobile.
4- Non produce inquinamento acustico.
5- Non consuma carburante.
6- Non richiede bollo, assicurazione, tagliandi per la revisione.
7- Aiuta a ridurre malattie cardiovascolari e contribuisce a combattere la vita sedentaria
8- Contribuisce a migliorare i rapporti umani.
9- Da una visione completamente diversa della città rispetto alla visione che si ha dentro all' automobile.
10- Contribuisce al miglioramento fisico e ambientale con traffico meno congestionato.
Sogno una città senza rumore, senza inquinamento,
senza vittime causate dalle automobili,
una città da vivere, da osservare,
che mi lasci il tempo di pensare, di riflettere,
una città che si riappropri dei valori umani con un semplice sorriso.
Una città in bicicletta.
2- Ogni kilometro fatto in bici si risparmiano 0,20 centesimi di euro e circa 210 grammi di CO2 nell'aria. Cio' significa che se ogni giorno ci si impegnasse a percorrere in bici almeno 4 kilometri il risparmio sarebbe di 300 euro l'anno per 300 kg di CO2.
3- Occupa meno spazio collettivo rispetto all'automobile.
4- Non produce inquinamento acustico.
5- Non consuma carburante.
6- Non richiede bollo, assicurazione, tagliandi per la revisione.
7- Aiuta a ridurre malattie cardiovascolari e contribuisce a combattere la vita sedentaria
8- Contribuisce a migliorare i rapporti umani.
9- Da una visione completamente diversa della città rispetto alla visione che si ha dentro all' automobile.
10- Contribuisce al miglioramento fisico e ambientale con traffico meno congestionato.
Sogno una città senza rumore, senza inquinamento,
senza vittime causate dalle automobili,
una città da vivere, da osservare,
che mi lasci il tempo di pensare, di riflettere,
una città che si riappropri dei valori umani con un semplice sorriso.
Una città in bicicletta.
sabato 13 marzo 2010
LOTTERIA "WIN FOR BIKE"
Lotteria "Win For Bike" a sostegno della bicicletta per una mobilità dolce:
- 1 estratto: 44
- 2 estratto: 25
....Buona biciclettata a tutti!
- 1 estratto: 44
- 2 estratto: 25
....Buona biciclettata a tutti!
CICLOFFICINA TAYLOR - SOGNI A DUE RUOTE
Si è inaugurata la ciclofficina popolare Taylor. Il mezzo della bicicletta sabato 13 marzo, ha messo in comunicazione persone che per una giornata sono "salite in sella alla bicicletta delle idee", si perchè si è parlato della possibilità di difendere la nostra salute e quella ambientale rivedendo i nostri stili di vita per salvaguardare una città che di inquinamento muore.
"Cultural Bike Ancona" i ciclisti urbani della Polisportiva antirazzista "Assata Shakur" hanno messo in pratica anche senza l'utilizzo della bicicletta, l'attenzione ad un problema spesso indifferente agli occhi delle persone cioè quello della difesa pubblica alla salute esercitata dai cittadini nei confronti delle istituzioni, la necessità di adottare politiche in difesa della salute e dell'ambiente che partano dai cittadini, da chi la città la vive con quotidianità.
E' trascorsa così l'inaugurazione tra dolci e salati di vario genere, dal dolce della comunità senegale "Diappo" alle torte salate e bevande varie, con le immagini del video "Bici batte Auto" e le iscrizioni per dar vita al 9° Mondialito di calcio A5 che sis disputerà da metà maggio in piazza Pertini.
La ciclofficina Taylor è uno spazio aperto per chi vuole creare una bicicletta o ripararsela e nello stesso tempo volta al recupero dei rottami per avviare un percorso di "riciclaggio delle biciclette". La ciclofficina non è un luogo commerciale e non vengono accettate biciclette rubate, ma vengono accettate donazioni e contributi liberi per la promozione di percorsi di diffusione di una cultura in favore della mobilità sostenibile.
Pertanto "Cultural Bike Ancona" da vita ad un percorso a sostegno della bicicletta come mezzo di spostamento, come strumento di comunicazione, come ridisegnare una città a misura d'uomo/e donna. per allacciare il rapporto con l'ambiente e con le persone.
venerdì 12 marzo 2010
NOTIZIE:GARA TARTARUGA...VINCE LA BICICLETTA!!
Legambiente: “Portare a compimento il progetto della metropolitana leggera e potenziare l’offerta del trasporto pubblico. Ancora solo 1,34 metri di pista ciclabile ogni 100 abitanti: Ancona 72ª su 103 capoluoghi di provincia”.
Prima la bicicletta che impiega solo 8 minuti a percorrere i 4 km del tragitto, anticipando lo scooter elettrico di 1 minuto, che giunge al traguardo dopo 9 minuti. Terza l’automobile elettrica, al traguardo dopo 12 minuti. Chiude la gara l’autobus, a 3 minuti dalla macchina, che giunge all’arrivo con un tempo di percorrenza di 15 minuti. Questo il risultato del Trofeo Tartaruga organizzato oggi ad Ancona dal Treno Verde, la storica campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato, realizzata anche grazie al contributo di Telecom Italia.
Prima la bicicletta che impiega solo 8 minuti a percorrere i 4 km del tragitto, anticipando lo scooter elettrico di 1 minuto, che giunge al traguardo dopo 9 minuti. Terza l’automobile elettrica, al traguardo dopo 12 minuti. Chiude la gara l’autobus, a 3 minuti dalla macchina, che giunge all’arrivo con un tempo di percorrenza di 15 minuti. Questo il risultato del Trofeo Tartaruga organizzato oggi ad Ancona dal Treno Verde, la storica campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato, realizzata anche grazie al contributo di Telecom Italia.
martedì 9 marzo 2010
CULTURAL BIKE ANCONA

Il progetto "Culural bike" della Polisportiva antirazzista "Assata Shakur" da vita ad un gruppo di lavoro formato da ciclisti urbani per finalizzare e costruire nuovi percorsi a tutela dello sport della salute e dell' ambiente.
"Cultural Bike Ancona" si chiama così il nostro gruppo di ciclisti urbani della Polisportiva "Assata Shakur", che ogni mercoledì alternano le passeggiate in bicicletta con le riunioni riprendendo così la "Street Bike" che si svolgeva ogni lunedì per le vie centrali di Ancona.
Si elaboreranno nuovi progetti per ridisegnare una città sostenibile mettendo in relazione i nuovi cittadini di Ancona composti da migranti e da ogni singolo individuo di qualsiasi età, che in base alle scelte quotidiane (nel nostro caso l'utilizzo della bicicletta), rivoluziona il proprio sistema di vita salvaguardando la salute individuale e collettiva sia fisica che ambientale.
venerdì 5 marzo 2010
SABATO 13 SI INAUGURA LA CICLOFFICINA TAYLOR

Dal progetto “Cultural Bike” nato dalla Polisportiva antirazzista “Assata Shakur” in collaborazione con l’Ambasciata dei diritti , collettivo studentesco Ops,Ass.ne senegalese Diappo, nasce la “Ciclofficina Taylor”. Questo spazio è aperto ad ogni individuo e autogestito da chi ne usufruisce dove è possibile riparare la propria bicicletta o crearne una nuova con la fantasia che ogni soggetto può mettere in campo.
All’ interno si possono trovare pezzi per riparazioni o assemblaggio di una bicicletta, attrezzatura idonea per sostituire una camera d’aria o smontare pezzi di vario genere.
Oltre al mezzo la Ciclofficina Taylor è un luogo dove i ciclisti urbani possono incontrarsi, scambiarsi idee e saperi e svagarsi.
La Ciclofficina Taylor è un luogo che ha i valori dell’ antirazzismo e della cultura ambientale verde, infatti la fruizione di questo spazio è lo scambio di idee e saperi tra individui abbattendo ogni forma di discriminazione. Chi usufruisce della ciclofficina è tenuto a lasciarla nello stato in cui la trova perché dopo averla utilizzata, chi viene dopo può godere di una ciclofficina pulita per le lavorazioni che dovrà effettuare. Nella Ciclofficina si riutilizza il materiale abbandonato, non si accettano bici rubate, ma donazioni volte al riciclo si.
La ciclofficina Taylor prende il nome “dal primo grande campione ciclista americano si chiamava Major Taylor ed era un nero.
Major Taylor nacque povero nel lontano 1878 (come si legge su wikipedia, edizione inglese) e si guadagnò il soprannome (il suo vero nome era Marshall Walter Taylor) saltellando sulla bici e facendo altre acrobazie vestito da soldato, come attrazione pubblicitaria davanti a un negozio dell’Indiana. Qualcuno si accorse delle notevoli doti atletiche di quel ragazzino e lo indusse a partecipare a qualche corsa. Appena cominciò a vincere, lo stato dell’Indiana gli proibì l’iscrizione ad altre gare in quanto nero, così Major si trasferì nel più tollerante Connecticut e cominciò la carriera di corridore su pista.
Il culmine del successo fu la vittoria mondiale sulla distanza del miglio nel 1899, a ventun’anni. Era talmente più forte degli avversari che nella sua prima gara professionale su questa distanza, al Madison Square Garden di New York, staccò gli avversari di un intero giro di pista. Nonostante fosse acclamato all’estero, in patria continuò a subire gravi discriminazioni per il colore della pelle, ricordate nella sua autobiografia, The Fastest Bicycle Rider in the World. Il mondo del ciclismo americano di fine ottocento era infatti dominato da bianchi benestanti e razzisti, al punto che, come riferisce Hurst nel suo libro, la lega americana dei ciclisti (Law, League of American Wheelmen), un’associazione all’epoca estremamente attiva nel sostenere la causa della ciclabilità delle strade e dei diritti di mobilità dei ciclisti, introdusse nel 1894 il requisito di essere “bianco” tra quelli necessari per l’iscrizione. La cosa strana è che questo anacronistico divieto è stato formalmente rimosso solo nel 1999, un secolo dopo il titolo mondiale di Taylor. Per celebrare l’evento la Law ha concesso un’iscrizione postuma al campione di ciclismo, deceduto ancor più povero di quando era nato, nel lontano 1932, quando la discriminazione razziale era tutt’altro che un ricordo. Oggi che un afromericano siede alla Casa Bianca” anche a noi pare che questa storia meritasse di essere ricordata.
Storia tratta dal seguente blog:
blogs.myspace.com/strepitelo
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